Fake news, intelligenza artificiale e hate speech: imparare il digitale a scuola
Viviamo in un contesto in cui ogni giorno siamo chiamati a distinguere ciò che è vero da ciò che è falso, a confrontarci con contenuti generati dall’intelligenza artificiale e a muoverci all’interno di ecosistemi digitali sempre più complessi.
Non è un caso che il dibattito internazionale sia sempre più attento a questi temi: negli ultimi giorni ad esempio, la Francia ha annunciato nuove misure per limitare l’accesso ai social network per i minori di 15 anni, sottolineando l’importanza della tutela dei più giovani nell’ambiente digitale (https://l1nq.com/919m29f).
In questo scenario, educare al digitale non significa semplicemente insegnare come funzionano le tecnologie, ma aiutare ragazze e ragazzi a sviluppare senso critico, responsabilità e consapevolezza. Con questo obiettivo, durante il primo semestre dell’anno, il Centro Educazione Media ha portato due percorsi laboratoriali all’interno delle scuole del territorio pavese, coinvolgendo studenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado attraverso attività costruite per essere partecipative, concrete e vicine alla loro esperienza quotidiana.
Fake news e intelligenza artificiale alla Scuola Secondaria di I grado “Severino Boezio”
Presso la Scuola Secondaria di I grado “Severino Boezio”, dell’Istituto Comprensivo di Via Acerbi di Pavia, abbiamo realizzato un percorso di quattro ore, articolato in due incontri, dedicato al tema delle fake news e dell’intelligenza artificiale generativa.
Il percorso è partito da una domanda semplice: come facciamo a capire se un contenuto è autentico?
Attraverso attività di confronto e discussione, gli studenti hanno esplorato il fenomeno della disinformazione, ragionando insieme sui meccanismi che rendono alcune notizie credibili e su quanto i nostri automatismi possano influenzare il modo in cui interpretiamo le informazioni. La seconda parte del laboratorio si è concentrata sull’intelligenza artificiale generativa. Immagini, video e testi generati dall’intelligenza artificiale sono ormai sempre più realistici. Per questo diventa fondamentale sviluppare strategie di verifica e valutazione critica delle informazioni. Attraverso esempi concreti gli studenti hanno riflettuto sulle potenzialità e sui rischi di queste tecnologie, soffermandosi sul loro ruolo nella produzione e nella diffusione della disinformazione. Il percorso si è concluso con un’attività collaborativa: divisi in gruppi, gli studenti hanno analizzato diversi esempi di fake news, classificandoli nelle varie tipologie e discutendo insieme le motivazioni delle proprie scelte. Un esercizio che ha trasformato la teoria in ragionamento condiviso. Più che individuare la risposta corretta, l’obiettivo era imparare a motivare le proprie decisioni e confrontarle con quelle degli altri.
Hate speech e moderazione dei contenuti all’Istituto Tecnico Economico “Antonio Bordoni”
Con le classi prime dell’Istituto Tecnico Economico “Antonio Bordoni” di Pavia abbiamo invece affrontato un tema diverso, ma strettamente collegato: l’hate speech e la gestione delle comunità online. Anche in questo caso il laboratorio è stato costruito per partire dalle conoscenze degli studenti, alternando momenti di confronto a esperienze pratiche.
L’attività principale ha messo i ragazzi nei panni dei progettisti e dei moderatori di una piattaforma digitale. Divisi in gruppi, hanno immaginato il proprio social network, definendone valori, regole di convivenza e criteri di moderazione dei contenuti. Successivamente ogni gruppo ha ricevuto casi concreti costruiti su diversi contesti digitali, piattaforme di messaggistica, social network e servizi di streaming, e ha dovuto decidere come intervenire: rimuovere un contenuto, lasciarlo online, sanzionare un utente oppure difenderne la libertà di espressione. Ogni scelta è stata poi discussa con l’intera classe, mostrando come la moderazione dei contenuti non sia quasi mai una risposta automatica, ma richieda equilibrio, confronto e capacità di valutare il contesto.
Imparare insieme
In entrambi i percorsi abbiamo scelto di ridurre al minimo la lezione frontale, privilegiando attività laboratoriali, discussioni e lavori di gruppo. Quando gli studenti sono chiamati a prendere decisioni, confrontare punti di vista e motivare le proprie scelte, l’apprendimento diventa un’esperienza vissuta e non una semplice trasmissione di contenuti. È proprio questo il valore che il Centro Educazione Media desidera portare nelle scuole: creare spazi in cui il digitale diventi un’occasione per sviluppare competenze, consapevolezza e cittadinanza attiva, aiutando ragazze e ragazzi a diventare utenti sempre più critici, responsabili e capaci di orientarsi nella complessità del mondo online.

